Dalla Cina con Furore – I Chinafonini di Prima Generazione

L’ultima moda in fatto di hi-tech è sicuramente quella di ordinare, via internet, evolutissimi cellulari cinesi, del tutto simili ai loro “colleghi” che vengono distribuiti nel mercato europeo/occidentale, ma con un prezzo decisamente più basso (anche 10 volte minore, salvo spese di spedizione).

Nasce così il neologismo “Chinafonini”, o “Cinafonini”, intendendo con questo nome tutti quei telefoni cinesi prodotti (quasi esclusivamente) in quel di Shenzhan, non rivolti ad un mercato occidentale (perlomeno sulla carta) ma ben sponsorizzati e facilmente acquistabili in rete.

Già, in rete, in quanto le direttive europee vietano la vendita di dispositivi non provvisti di marchio di conformità europea CE nel nostro continente (quindi chi lo fa sta comunque commettendo un reato), e l’unico modo in cui un utente può procurarsi in maniera legale un telefono di questo tipo è proprio quello di ordinarlo  da siti cinesi specializzati.

Una piccola percentuale di questi telefoni ha comunque superato i test di conformità CE ottenendo quindi il fatidico “bollino”, ma la maggior parte di questi sarà marchiata con un logo quasi uguale a quello CE, ma che avrà un significato ben diverso da “Conformité Européenne”, e starà a significare invece China Export. Tanti consumatori, ma anche tanti venditori, sono caduti nel tranello, sicuramente non tanto casuale, dello scambio di marchio. A tal proposito ci sentiamo di segnalare questo video, che ci aiuterà a discriminare facilmente(??) i due marchi.

Le caratteristiche peculiari dei chinafonini sono indubbiamente, in ordine di importanza:

il costo contenuto, affiancato da una tecnologia apparentemente evolutissima;
La maggior parte degli acquirenti di chinafonini sono senza dubbio attratti dall’idea di poter comprare, a pochi spiccioli, un telefono evoluto, all’apparenza estremamente moderno, con un design innovativo e con molte caratteristiche singolari e non facilmente reperibili nei telefoni disponibili per il mercato europeo.

la possibilità di poter utilizzare due sim card contemporaneamente;

Sono pochi i telefoni venduti nel nostro mercato che supportano questa funzione. Le due sim sono attive contemporaneamente, non stiamo parlando di uno switch. Per la maggior parte dei telefoni sarà quindi possibile ricevere chiamate su entrambe le schede in modalità standby, mentre quando è attiva la chiamata su una delle due schede, l’altra sarà automaticamente disattivata. Se qualcuno perciò proverà a chiamarvi mentre siete impegnati in un’altra conversazione riceverà il segnale di “non raggiungibile”.

la possibilità di guardare la tv analogica o digitale;

Generalmente non son molti i telefoni che supportano la tv digitale, molti di più quelli che integrano l’analogico. Fino a qualche tempo fa questa poteva sicuramente ritenersi una caratteristica curiosa e a volte anche utile, ma la tv analogica ha ormai tirato le cuoia. A meno che non vi rilassi il fruscio di un simpaticissimo “effetto neve” è una funzionalità decisamente inutile, perlomeno in Italia.

una potenza audio non comune per un telefono cellulare.

L’altoparlante della maggior parte dei chinafonini (o spesso gli altoparlanti) è decisamente potente, rispetto ai tradizionali telefoni cellulari. Esistono modelli con effetti stereo e surround. Non so in quanti possano ritenere però determinante questa funzionalità ai fini della scelta di un telefono cellulare.

La generazione di Chinafonini attuale è basata su un singolo chip All in One sviluppato da Mediatek, che con un bassissimo costo di produzione riesce a unire tutte le funzionalità viste sopra, ed altre ancora, con un’ottimizzazione non indifferente sul consumo energetico, e quindi sulla durata della batteria.

Da questo breve riassunto delle features dei Chinafonini parrebbe che non ci possa essere soluzione migliore di essi nel rapporto qualità/prezzo, tuttavia ci sono tanti punti a sfavore di questi, che ne decretano inesorabilmente una sconvenienza in termini complessivi.

Il software

Il software dei chinafonini, in generale, è decisamente limitato. Limitato come funzioni, ma soprattutto come fruibilità per l’utente. E’ inutile supportare il touchscreen se poi non esiste un tasto per inviare un messaggio rapido, inutile inserire la tv (specialmente analogica) e ignorare completamente l’implementazione di un t9. D’altronde chi acquista un cellulare vorrebbe avere in primo luogo un telefono, non una stazione multimediale. Gli optional, specialmente se troppi, di scarsa qualità, e talvolta inutili, non creano spesso un valore aggiunto per un cellulare.

Molti chinafonini hanno dei problemi nella visualizzazione dei caratteri (o nella codifica, ad esempio nei caratteri accentati inviando un messaggio), molti addirittura non supportano nemmeno l’italiano (e non venite a dirmi che il software in inglese “fa figo”). Il chinafonino in genere (con alcune eccezioni) pare incentrare tutta la sua bellezza sulla quantità di funzioni (apparentemente molto evolute) supportate, mentre non si concentra sulla qualità di queste, ponendosi spesso come uno specchio per le allodole per chi è attratto dal tanto “fumo” e non dalla sostanza e dalla vera qualità.

La fotocamera

L’optional più diffuso, ormai in tutti i telefoni prodotti in occidente, è la fotocamera. Per carità, un optional, ma il fatto di poter avere sempre con sé la possibilità di scattare un’istantanea e di condividerla con i propri amici via mms, o di girare un video e inserirlo su youtube, ha rappresentato una piccola rivoluzione nel mondo della comunicazione. I chinafonini integrano, per la maggior parte, una fotocamera davvero ridicola, con una risoluzione bassa (0,3 Megapixel), e una modalità video veramente pietosa (vi sfido a filmarvi con un chinafonino e a far vedere il video ad un vostro amico, probabilmente nemmeno vi riconoscerà talmente è scarsa la qualità).

Inoltre anche la riproduzione dei messaggi multimediali ricevuti è difficoltosa. Non sempre riusciremo ad aprire immagini o video inviatici da altri.

L’interoperabilità

E’ una parola tabù per i chinafonini. Fatta eccezione per qualche dispositivo Windows Mobile far comunicare il vostro cellulare col PC sarà come far dialogare un sumero e un gangster di Los Angeles di famiglia portoricana.

L’aggiornamento del software

Veramente un tasto dolente per i chinafonini.

Il sistema operativo della maggior parte dei chinafonini non è infatti ben collaudato, è open source ed è soggetto a tantissime modifiche e miglioramenti. A volte un aggiornamento diventa proprio indispensabile per correggere errori critici, blocchi del sistema e falle di usabilità. Girando su internet ho addirittura trovato un tutorial nel quale si spiegava come fare una saldatura sul cavetto usb in maniera tale da poter fare un rischiosissimo aggiornamento del firmware che ci avrebbe fatto perdere, con ogni probabilità, tutti i dati salvati sul nostro telefono… Va bene per lo smanettone, ma l’utente normale non potrà mai aggiornare niente?

Il supporto per applicazioni esterne

Anche i cellulari di fascia medio-bassa, venduti nel mercato occidentale, supportano perlomeno il Java. I Chinafonini hanno una memoria volatile così scarsa da non poter garantire il funzionamento della Virtual Machine, sebbene di fabbrica dovrebbero essere predisposti per supportarla. Così poter utilizzare applicazioni esterne (come giochi o applicazioni) sul vostro chinafonino è ancora una vera e propria chimera.

La pericolosità – Rischi per la salute

Il fatto di non avere superato i test di conformità europea non è sufficiente per affermare che questi dispositivi siano “pericolosi”, ma sicuramente non ci lascia per niente tranquilli sotto diversi aspetti. Inutile fidarci ciecamente di chi ci dice che le emissioni son le stesse dei dispositivi occidentali. Il fatto che esista uno standard CE è proprio fatto per garantirci la sicurezza per TUTTI i prodotti che espongono il marchio. La garanzia di qualità è fatta tramite dei procedimenti con controllo di affidabilità e di errore disciplinato da normative intransigenti, e che pongono il consumatore in una posizione di “fiducia sicura” nei confronti del produttore. Non possiamo paragonare questa sicurezza a quella che avremo comprando un prodotto cinese come un chinafonino, per i quali la sicurezza deriverebbbe da delle frasi del tipo “un mio amico ha provato a misurare le onde elettromagnetiche emesse dal suo cinafonino ed è risultato meno pericoloso di un nokia” che troviamo scritte in qualche forum da qualche quattordicenne che nemmeno sa cosa sia un’onda elettromagnetica. L’impatto sulla salute dei chinafonini non è accertato, non è monitorato e non è quantificabile, ed è quindi un vero e proprio rischio per l’utilizzatore finale. Non da sovrastimare, ma nemmeno da sottovalutare.

Insomma, il costo basso e la possibilità di utilizzare due sim contemporaneamente (che rimane la peculiarità principale e la più utile dei chinafonini) non giustificano l’acquisto di un dispositivo che, passata l’euforia dei primi giorni, probabilmente vi farà rimpiangere un buon vecchio (anche se più costoso) Nokia, se non persino un Motorola, in termini di usabilità, praticità e affidabilità!

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