Nel 2014 probabilmente Ebay conviene ancora, sicuramente. Ma non per i venditori, o almeno non per tutti.

Mi trovavo qualche anno fa ad elencare i pregi e i difetti di Ebay, in un periodo in cui ancora non tutti ne avevano compreso a fondo le potenzialità. Sono passati sei anni, e dopo molte visualizzazioni è forse il caso di aggiornare il post. Se non altro perché su Ebay le cose sono cambiate tanto.

Venditori non professionisti

Attualmente Ebay conviene ancora per tutti quegli oggetti a “fondo perduto”, messi in vendita da venditori non professionisti.
Se avete qualche oggetto da collezione, di nicchia, o d’epoca, allora sì, probabilmente Ebay conviene ancora. Se non altro perché se l’oggetto non vi è utile, tanto vale venderlo a qualsiasi prezzo, piuttosto che tenerlo in soffitta. Ebay vi consentirà di farvi trovare più facilmente da eventuali acquirenti in tutto il mondo. Pagare le esorbitanti tariffe di inserzione di Ebay sarà comunque spiacevole, ma il margine di guadagno potrà essere ampio. Questo discorso è valido per oggetti davvero di nicchia, che non hanno un gran mercato locale, ma che hanno un buon valore assoluto. È il caso ad esempio dei fumetti, dei francobolli, o di tutti gli oggetti da collezione. Se volete vendere il vostro vecchio smartphone o la tv tubo catodico vi consiglio Subito o lo stesso Ebay Annunci. È decisamente più conveniente.
Se volete invece “arrotondare” il vostro stipendio comprando e rivendendo degli oggetti la situazione si complica per due semplici motivi:

  1. le tariffe di inserzione si “mangeranno” tutto il vostro margine di guadagno. A meno che non abbiate individuato una nicchia inesplorata, non sarete mai competitivi.
  2. non potete farlo senza partita IVA. Dovrete per forza avere un negozio. Diventerete in questo caso dei Venditori Professionisti a tutti gli effetti.
Ebay, conviene ancora?

Venditori professionisti

Un tempo avere un negozio su Ebay era un requisito indispensabile per un venditore online Attualmente è invece un’attività che difficilmente genererà gli introiti previsti. Soprattutto nel campo dell’hi-tech sarà veramente difficile generare dei guadagni se non:

  • operando su larga scala, con margini di guadagno sul singolo pezzo piuttosto esigui;
  • trovando delle nicchie ancora inesplorate, cose piuttosto difficile nel 2014.

La logica che spinge attualmente i venditori ad avere un negozio su Ebay è quasi interamente legata alla pubblicità che il marketplace offre. L’obiettivo del venditore dovrà essere quello di convogliare il traffico direttamente sul proprio e-commerce, nel quale potrà offrire prezzi più convenienti e vendita diretta.

Acquirenti

È ovvio che tutta la logica che sta dietro alle tariffe di Ebay sia quasi completamente trasparente all’acquirente. Egli sarà libero di valutare e scegliere l’articolo più conveniente. Potrà ordinare in base al prezzo gli articoli corrispondenti alla sua chiave di ricerca, così da verificare la migliore occasione sul mercato. Ebay è uno strumento molto comodo per gli acquirenti, grazie anche all’affidabilità che deriva da Paypal, ed è proprio questo il motivo per cui Ebay, nonostante le tariffe quasi da usura, riesce a campare ancora dignitosamente nel 2014.
L’affidabilità tuttavia si paga. Noi italiani siamo tradizionalmente un popolo diffidente verso gli acquisti online, e Ebay sembra a molti un “porto sicuro”. La verità è che le tariffe di inserzione e le commissioni sugli acquisti vengono quasi sempre caricate sul prezzo finale del prodotto. L’acquirente, se riuscisse a svincolarsi da Ebay, risparmierebbe notevolmente. Per fare questo dovrebbe riuscire a valutare l’affidabilità di un e-commerce indipendente. Servizi come Trovaprezzi, Ciao.it, Trustpilot (e anche Patextra) servono proprio a questo. Il resto lo devono fare i venditori stessi, proponendosi e creando un brand indipendente affidabile (vedi Zalando o Yoox).

Convenienza per i Venditori

Ho vissuto tutta l’epoca di Ebay, a partire dalle prime aste online fino a oggi, e trovo davvero interessante il modello di business dell’azienda americana. Ebay pratica tariffe improponibili, arrivando anche all’11% del prezzo di vendita più le commissioni di Paypal su ogni singolo acquisto. La tecnologia e i servizi offerti non sono eccellenti e a volte il sito risulta persino macchinoso e poco chiaro. Eppure l’azienda non sembra intenzionata a cambiare la politica, e riesce a vivere di rendita grazie al proprio brand.

Attualmente Ebay conviene ancora anche ai venditori, pur essendo completamente fuori mercato, soprattutto grazie alla sua capacità di attirare acquirenti e di permettere ai venditori di far conoscere la propria attività. Un venditore online ha però l’obbligo di essere lungimirante, e di svincolarsi al più presto dal marketplace, che dovrebbe essere usato semplicemente come una leva per far decollare il proprio business. Nel 2014, salvo rare eccezioni, Ebay non potrà più essere il cardine portante di un’attività di vendita.

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