Vendere su Ebay – Quanto Conviene?

Sono sempre di più le persone che si cimentano con l’e-commerce, grazie alle possibilità date da siti come Ebay, che permettono all’utente privato di diventare un piccolo imprenditore, sfruttando le potenzialità della rete. Ma questo è davvero conveniente?

Vendere su Ebay – Tipi di Venditore

Innanzitutto dobbiamo distinguere tre tipi diversi di figure che si cimenteranno nel vendere su Ebay:

  • il venditore occasionale;
  • il venditore per attività;
  • il venditore misto.

Sarà capitato più o meno alla maggior parte delle persone di rientrare nella prima categoria, quella del venditore occasionale. È facile trovare su ebay questo tipo di utente: di solito le sue inserzioni riguardano prodotti non più utilizzati che vengono venduti per “svuotare la dispensa” o fare qualche soldo. Spesso si riconoscono perché la grafica dell’inserzione è scarna e carente di dettagli, o comunque molto “artigianale”. Di solito il guadagno di questo tipo di venditore è un guadagno “netto”, nel senso che l’oggetto venduto possiede un valore soggettivo nullo, o molto basso, per chi lo vende. E’ probabilmente la logica iniziale di ebay, quella di creare un vero e proprio “mercatino dell’usato mondiale”, che ovviamente ha presto lasciato spazio a chi ha fatto di quest’attività una vera e propria professione, ovvero il venditore per attività.

Chi ha fatto del vendere su ebay (o su siti affini) la propria attività principale è da considerarsi come un qualsiasi commerciante (più o meno grosso, a seconda del volume di affari) che si è tagliato la sua fetta di mercato all’interno della rete, con tutti i vantaggi e i rischi che questo comporta.

Attività parallele

Su Patextra vorrei però fare un’analisi qualitativa e, nei limiti del possibile quantitativa, della convenienza del vendere su ebay, parallelamente ad altre attività, con un’attività finalizzata a dei piccoli guadagni costanti, che non sia perciò eccessivamente dispendiosa in termini di tempo per chi la pratica. Essendo questa definizione molto soggettiva, diremo che ci stiamo riferendo a chi non fa del commercio su ebay la sua attività prioritaria lavorativa. È il caso di chi possiede un lavoro e utilizza ebay per “arrotondare” a fine mese, così come è il caso di uno studente, che fa (o dovrebbe fare) dello studio la sua attività prioritaria, in termini lavorativi (seppur non remunerata).

Particolarità dell’e-commerce

Il punto più difficile è scegliere il proprio settore di mercato o la propria ASA (Area Strategica di Affari) nella quale vendere su Ebay. Ebay è infatti un mercato con caratteristiche particolari, come il fatto che l’acquirente può vedere l’oggetto soltanto in foto, senza una prova tangibile di esso, e al prezzo deve aggiungere sempre una quantità, spesso non trascurabile, dovuta alle spese di spedizione. Sarà perciò inutile trovare un impianto hi-fi nuovo nel quale si risparmiano 10 euro rispetto al prezzo di listino di un qualsiasi rivenditore, quando dovremmo aggiungere almeno 15 euro di spese di spedizione. Questa pur sembrando una cosa abbastanza scontata, è incredibilmente ignorata da tanti acquirenti, che vedono le spese di spedizione come spese ‘accessorie’, quando in realtà molti venditori speculano soprattutto su queste.

Se infatti un venditore mette sul mercato un prodotto dal costo unitario di 1 Euro, dal peso di 10 grammi, ad esempio un portachiavi, il prezzo delle poste italiane (che prenderemo come riferimento) per inviarlo sarà di 0,60 Euro. Il venditore a questo punto può decidere di aumentare invece le spese di spedizione, visto che quasi sicuramente nell’inserzione non sarà specificato il peso del prodotto, e questo potrebbe facilmente rientrare in categorie di peso superiori, come si vede dalla tabella. Portando il prezzo di spedizione, ad esempio, a 2 euro, il venditore realizzerà, solo sulle spese di spedizione, 1,40 euro di guadagno netto, maggiore di quello che deriva dalla vendita del portachiavi stesso.

È ovvio che questo tipo di speculazione sarà maggiore quanto più è basso il prezzo dell’oggetto e quanto meno questo pesi realmente. Dalla parte dei venditori c’è anche il fatto che nella vetrina della ricerca offerte di e-bay gli oggetti siano ordinati separatamente con il prezzo del prodotto e quello delle spese di spedizione. Essendo le speculazioni molto comuni sarebbe forse più opportuno creare anche una colonnina aggiuntiva con le spese totali.

Cosa vendere

Chiusa la parentesi sulle spese di spedizione rimane da decidere su che prodotto investire. E qui la scelta è determinata da tanti fattori, i più importanti dei quali sono sicuramente il capitale di partenza e la domanda del prodotto. Quest’ultima non rispecchia sempre l’andamento della stessa domanda nei negozi non online, perché ovviamente per tanti prodotti diventa molto importante il “contatto” con l’oggetto stesso prima dell’acquisto. Se perciò per un oggetto elettronico ci basteranno le specifiche tecniche (purché ben dettagliate) e un minimo di garanzia (non sempre offerta), per un paio di jeans si rende necessaria la prova del prodotto su se stessi, non solo la marca e la taglia. Lo stesso vale per tanti alti prodotti di abbigliamento, anche se possono fare eccezione le t-shirts, per le quali le taglie sono abbastanza standardizzate e i costi son mediamente più contenuti), e le scarpe, il cui commercio è però penalizzato da un mercato di contraffazione davvero incontrollabile.

Prima di decidere se investire o meno su un prodotto è bene fare un’analisi quantitativa della sua domanda, analizzando le inserzioni presenti su prodotti uguali o simili già presenti su ebay. Anche i prodotti nuovi, proprio in quanto ‘novità’ sono sempre un rischio. La gente non sempre ne conosce l’esistenza, e spesso la cosa più difficile è ‘linkare’ le proprie offerte, ovvero farsi pubblicità. Da non trascurare assolutamente l’ipotesi di aprirsi una partita IVA. Infatti per legge, a meno che non si sia soltanto venditori occasionali, è OBBLIGATORIO avercela, pena sanzioni molto severe.

Come vendere

Una volta in regola, e stabilito il capitale iniziale, si potrà decidere che modalità di vendita utilizzare. L’asta è la modalità più classica di vendita ebay, ma è un qualcosa di “rischioso” ed è sempre più adatta a delle vendite occasionali che a una vendita continua di oggetti. Perciò si potrà mettere un oggetto all’asta ogni tanto, (per esempio per orientarsi sul prezzo di vendita di una partita di oggetti acquistati), ma per dei guadagni stabili è sempre meglio orientarsi su un compralo subito o su un vero e proprio negozio ebay. Questi ultimi, che prevedono un costo mensile (a seconda del tipo di negozio), danno la possibilità di tenere gli oggetti sempre esposti in vetrina, senza dovere pagare ogni volta le commissioni per una nuova asta, una volta che la vecchia è scaduta.

Diciamo che comprando una partita di oggetti con una buona domanda, e mettendoli a un prezzo ragionevole nel negozio “prima o poi” questi si vendono. Inoltre l’acquirente che visita un negozio ebay può essere attratto da altre offerte dello stesso venditore su altri prodotti. Lo svantaggio dei negozi, a parte il prezzo mensile (che comunque è abbastanza contenuto ) è il fatto che i prodotti vengano esposti, nella finestra di ricerca, soltanto dopo le aste e i compralo subito (ma un buon acquirente sa che spesso le buone offerte si trovano proprio dalla ricerca nei negozi).

Ma conviene davvero?

Una volta deciso (si spera oculatamente) il prodotto e la modalità di vendita di quest’ultimo rimane forse quello che è l’aspetto più importante, che è la convenienza. Questa non è intesa solo in termini di guadagni, ma anche di tempo disponibile per gestire l’attività.

Se infatti vendere su ebay non è la nostra attività principale, è difficile essere davvero competitivi, alla pari di chi invece fa dell’e-commerce la propria professione. Vendere su Ebay richiede davvero molto tempo e dedizione. Scegliere il prodotto giusto, creare le inserzioni, spedire i pacchi e gestire il tutto è un’attività spesso proibitiva in termini di tempo per uno studente, o per un lavoratore dipendente.  Anche in caso di venditori occasionali, sarebbe una buona cosa imparare ad usare dei programmi come Turbo Lister, che permettono di creare facilmente e velocemente delle inserzioni personalizzate, e magari scegliere un corriere espresso, per evitare di dover ogni volta fare la fila alle poste, programmando per esempio in un giorno della settimana l’evasione di tutti gli ordini (a domicilio, a seconda del corriere).

Per quanto riguarda i fornitori, esistono tanti siti (analizzeremo nella sezione “dritte” chinavasion e dhgate) che vendono merci a prezzi convenienti (soprattutto se si acquistano quantita in stock), ma ovviamente i grossi fornitori sono stati tutti già scoperti, e non è semplice essere veramente competitivi.

Quello del venditore per hobby è perciò più che un miraggio, e in termini di convenienza complessiva è probabilmente più intelligente optare per un commercio “saltuario”, sempre che non si abbiano le risorse (tempo e soldi) e la voglia per aprire una vera e propria attività che porti alla leadership in un determinato settore. In tal caso l’e-commerce si potrebbe rivelare davvero una miniera d’oro, visto il bacino di utenza (mondiale) e la relativa semplicità di utilizzo.

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