Molti utenti, giustamente, leggendo le nostre recensioni dei wholesalers cinesi, chiedono delucidazioni per quanto riguarda il discorso dogana. Come ho già risposto in alcuni commenti, orientarsi su quale onere doganale dovremo pagare una volta che il pacco giungerà sul suolo nazionale non è molto semplice. Cercheremo in quest’articolo di fare chiarezza, almeno parzialmente, sull’aspetto più misterioso dell’e-commerce internazionale!

passaporto

La dogana, in linea di principio, dovrebbe seguire queste poche e chiare regole:

Privati:

  • Valore dell’oggetto ordinato inferiore a 45 € -> esente da tasse doganali. Si dovrà pagare 5.50 € di contributo fisso.
  • Valore dell’oggetto ordinato compreso nella fascia di prezzo tra i 45,01€ e i 350€ -> L’oggetto sarà soggetto a una tassazione di 5.50€ + dazio + IVA (calcolata sull’importo complessivo di valore oggetto e dazio).
  • Valore dell’oggetto ordinato superiore a 350€ -> L’oggetto sarà soggetto a una tassazione di 11€ + dazio + IVA (calcolata sull’importo complessivo di valore oggetto e dazio).

Aziende e possessori di partita IVA

  • Valore dell’oggetto inferiore a 22€ -> esente da tasse doganali, salvo il contributo fisso di 5,50 €;
  • Valore dell’oggetto superiore ai 22€ -> 11€+dazio+IVA calcolata sempre sull’importo complessivo.

Il dazio a cui si fa riferimento varia a seconda del paese di importazione, oltre che dal tipo di bene importato. Per calcolare questo dovremo andare nel sito dell’Agenzia delle Dogane, selezionare il tipo di bene importato e il paese.  Per questo è disponibile un servizio online.

Clicchiamo su “Consultazione”, nella pagina successiva andiamo su Nomenclature->Taric->Indice Taric.

Premiamo sempre sul codice (indicato dalla freccia rossa) della categoria del bene a cui stiamo facendo riferimento.

Ci si aprirà una pagina, dove le merci sono divise secondo diverse sezioni. I materiali elettrici ed elettronici, ad esempio, sono catalogati nella sezione XVI, alle voci 84 o 85. Premendo sul numero (e non sul nome della voce) ci si aprirà un sottomenu più preciso con diverse categorie tra cui scegliere quella dell’oggetto di nostro interesse. Premendo nuovamente sul codice corrispondente alla voce scelta, troveremo una descrizione ancora più specifica dell’oggetto.

Ripetiamo il procedimento premendo nuovamente sul codice, e verrà fuori una videata come quella nella figura sottostante (clicca per ingandire).

dogana2

Andremo allora su “Misure per Paese”, dove dovremo selezionare il paese dal quale stiamo importando la merce. Fatto questo, tutte le informazioni sul dazio saranno disponibili in una tabella. In particolare ci interessa la voce “Dazio paesi terzi”. Questa voce indica in percentuale il dazio da calcolare sulla nostra merce, al quale andrà aggiunto il valore dell’IVA.

dogana3

Le tasse andranno pagate direttamente al postino, al momento della consegna del pacco, nel caso in cui la spedizione sia stata effettuata attraverso le poste. Tuttavia sconsigliamo di scegliere le poste (quindi EMS nella pagina degli ordini dei wholesalers) come mezzo di spedizione, nel caso di ordini dalla Cina, in quanto la probabilità che il pacco venga ispezionato cresce vertiginosamente.

Per i privati

Detto questo, dovremo valutare tante altre variabili che rientrano nel nostro discorso. La dogana è infatti formata da persone che pensano, ragionano, talvolta chiudono un occhio, ma molte altre volte ne aprono due. Essendo persone che fanno questo mestiere, avranno le idee molto chiare sulla provenienza dei pacchi. Cercare di fregare i doganieri con trucchetti della domenica non è sicuramente una buona prassi.

I doganieri sanno benissimo, ad esempio, che un pacco con la dicitura GIFT, con un valore dichiarato molto basso, e con una confezione molto grande, proveniente da Shenzen, con ogni probabilità non sarà un regalo. Quindi nel momento in cui questo stratagemma si sia rivelato vincente la prima volta (perché può capitare, non neghiamolo) non necessariamente sarete altrettanto fortunati la seconda.

Probabilmente se su Internet troverete qualche guida che vi consiglia di far dichiarare al vostro fornitore il pacco come GIFT, sarà una guida poco aggiornata, e basata sullo stato delle cose di qualche anno fa. Ora non è più così, e con la dicitura suddetta starete aumentando semplicemente le vostre probabilità che il pacco venga ispezionato.

Il discorso sul valore stimato dell’oggetto è invece sicuramente il più controverso. E in tal caso non sempre è colpa dei doganieri. Da poco è capitato il caso di un lettore che si è visto recapitare un pacco contente un trasmettitore FM, dal modico prezzo di 8€ e un pennino da 4GB dal prezzo di 11€, regolarmente fermato in dogana, ispezionato, e addizionato di tasse, dazi e quant’altro. Com’è potuto succedere? Semplice! Il wholesaler, per una convenienza in termini di assicurazione sul pacco, aveva dichiarato un valore di circa 50€, il che ha fatto automaticamente rientrare la spedizione nella prima fascia di tassazione.

Quindi è molto importante che nella spedizione sia attestato il valore vero della merce. Questo dovrà essere dimostrabile tramite ricevute, ed è nel vostro interesse che lo sia! Nel caso in cui ad esempio compriate un autoradio con video a 3.5 pollici a 55€, se la dogana ispeziona il vostro pacco e non ha una prova convincente del fatto che voi abbiate realmente pagato il bene per questo valore, rischierete che le tasse vengano calcolate su un valore “occidentale” statistico del bene, che è ben più alto di quello cinese! L’ispezione del pacco è a discrezione dei doganieri, ed è inutile dire che nel caso di merce proveniente dalla Cina avrete sicuramente più probabilità che questa venga ispezionata rispetto, ad esempio, ad un pacco proveniente dagli States.

Per le aziende

Il discorso è chiaramente diverso per le aziende, per le quali non è ammissibile il fatto che non ci sia una fattura per la merce ordinata. Inoltre l’IVA potrà essere chiaramente detratta.

In Conclusione…

Gli oneri doganali perciò, sebbene disciplinati da una normativa apposita, rimangono sempre una variabile aleatoria, che può assumere diversi valori (capita a volte che non vi dobbiate sobbarcare nemmeno il contributo fisso di 5.50€, senza alcun motivo evidente), con una probabilità tendente a valori più alti del normale nel caso in cui non siate in regola, e più bassi del normale nel caso in cui non abbiate niente da nascondere. Tuttavia fare una previsione certa non è possibile per i privati, per piccoli ordini (al massimo si può fare una stima), specialmente se effettuati da fornitori non proprio affidabili, mentre per le aziende e i possessori di partita IVA, tramite il tool dell’Agenzia delle Entrate che abbiamo visionato sopra, è possibile conoscere la cifra esatta che dovremo pagare.

Buon commercio a tutti!

Utilizziamo diversi tipi di cookie per garantirti un'esperienza di navigazione ottimale. Troverai abilitati solo quelli che permettono il corretto funzionamento del sito e l'invio di statistiche anonime sul suo utilizzo.

Vuoi abilitare anche i cookie opzionali per le finalità indicate nella Privacy e Cookie Policy?

SI NO