Quanto guadagna un medico? Differenze a seconda della strada scelta

Hanno combattuto in prima linea, con rischi altissimi anche per la loro stessa incolumità. Li abbiamo chiamati eroi. Abbiamo appeso striscioni di solidarietà e ringraziamento. Sui social i post con le loro foto e le loro imprese sono diventati virali. Con l’emergenza coronavirus abbiamo visto medici e infermieri diventare le categorie più ammirate e rispettate tra i lavoratori. Ma ha evidenziato anche l’assoluta necessità, specialmente in certe zone d’Italia, di aumentare il numero di medici e infermieri disponibili, per far fronte al, purtroppo, sempre crescente numero di pazienti bisognosi di cure. Ma chi è un medico? Come diventa tale? E quanto può arrivare a guadagnare per svolgere un’attività tanto preziosa? Difficilmente arriva alle cifre che abbiamo visto per Fedez e Pewdiepie, ma possono comunque arrivare a buone cifre.

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I guadagni di un medico

Sia che la scelta di diventare medico venga dettata da una vera e propria vocazione, dal sentire come una missione il dover aiutare il prossimo, sia che derivi da un’ambizione economica e sociale, o ancora da una tradizione di famiglia, la via da percorrere è comunque lunga e difficile. Gli aspiranti dottori devono innanzitutto superare il test di ammissione alla facoltà di medicina (cosa niente affatto scontata) e affrontare poi un lungo percorso di studi, che in realtà non avrà mai fine. Infatti, dopo i sei anni iniziali e la tesi di laurea, i medici dovranno specializzarsi.

Ma anche una volta che avranno trovato il loro posto nella società, come dipendente dell’azienda sanitaria locale, quale medico di base o dipendente dell’azienda ospedaliera, o esercitando la loro attività in uno studio privato o associato insieme ad altri professionisti, i medici non smetteranno mai di studiare e di aggiornarsi, per rimanere sempre al passo con l’evoluzione della scienza, delle tecnologie e delle cure possibili. Sorge quindi spontanea la domanda, ma quanto guadagnano? Ne vale la pena a livello economico?

I risvolti economici di questa attività così impegnativa sono molto variabili e dipendono da tanti fattori quali la tipologia di esercizio, il tipo di specializzazione e gli anni di anzianità. Da uno studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico risulta che i medici italiani guadagnano mediamente oltre settantamila euro l’anno: cifra in linea con le retribuzioni dei loro colleghi di quasi tutta Europa e proporzionata, almeno in parte, all’enorme responsabilità che lo svolgimento del loro lavoro comporta.

Di seguito una breve panoramica sulle possibilità di reddito a seconda della posizione contrattuale e della tipologia di medico.

Lo specializzando

Anche durante gli anni di specializzazione, i neolaureati che stanno proseguendo il loro percorso di studi e formazione ma che, a tutti gli effetti, già svolgono attività sul campo, percepiscono uno stipendio. Questo si aggira mediamente attorno ai millesettecento euro mensili, con possibilità di piccoli scatti di aumento dopo i primi anni di occupazione. La durata del periodo di specializzazione è estremamente variabile a seconda del tipo di indirizzo scelto, e può andare da un minimo di due fino a cinque anni.

Il medico di base

Il medico di base o medico di famiglia, definito istituzionalmente medico di medicina generale (MMG), è il professionista che nell’ambito del servizio sanitario nazionale presta assistenza sanitaria sul territorio ed è il responsabile della cura globale delle persone sopra ai 14 anni di età. Nella teoria la sua attività parrebbe essere più leggera, come responsabilità, rischi e orari, rispetto a quella dei medici ospedalieri. In realtà la pandemia ci ha purtroppo dimostrato come anche i medici di base combattano sempre in prima linea.

Il compenso del medico di base è sostanzialmente proporzionato al numero di pazienti che segue, con un tetto massimo stabilito per legge di non oltre millecinquecento assistiti. Il guadagno medio di un medico di base è circa sessanta euro l’ora, con uno stipendio mensile che può andare dai tre ai seimila euro al mese lordi.

Euro

Il medico ospedaliero

Il medico ospedaliero è colui che si occupa della salute prevenendo, diagnosticando e curando le malattie, i disturbi e le disfunzioni a seconda della propria specializzazione, con un contratto quale dipendente di un’azienda ospedaliera, pubblica o privata.

La sua retribuzione parte da uno stipendio base di circa duemila euro netti al mese, che aumenterà poi l’integrazione di turni festivi, ore notturne, straordinari e reperibilità. Gli stipendi sono poi ovviamente proporzionali anche agli scatti di anzianità e alle eventuali promozioni di grado.

Il medico privato

È questa la categoria per la quale è quasi impossibile definire un guadagno mensile o annuo, anche approssimativo. Sono medici che scelgono di svolgere la loro attività in uno studio privato o associato, da soli o insieme ad altri professionisti. Inoltre molti sono pure i medici (di base o ospedalieri) che ricevono gli assistiti anche privatamente, su specifico compenso e, di solito, con tempi di attesa per il paziente notevolmente accorciati.

Molto vasto è altresì il panorama delle specializzazioni mediche svolte privatamente, il che rende la definizione di un guadagno medio ancora più difficile. Medici privati affermati e di fama, possono certamente arrivare a percepire guadagni annui anche cospicui e con più di cinque zeri.

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